Le difese immunitarie che davvero contano

C'è una cosa che benedirò di questa pandemia. Aver tirato il peggio dei farisaici venditori di ipocrisia.
Mentre tutti si interrogano su un virus che nel 99,9999% non li colpirà o, se li colpirà, a sua volta nel 99,9999% dei casi provocherà sintomi leggeri, io che per fortuna, facendo i dovuti scongiuri, sono ancora sano, penso già al dopo.
Il Prima è chiaro. Ci sono alcune migliaia di morti e l'unica cosa che bisogna fare è porgere l'eterno riposo a loro e un grande abbraccio ai parenti, in alcuni casi defraudati persino del diritto dell'estremo saluto al caro estinto. E già da questo punto di partenza andrebbero tratte alcune utili indicazioni, in particolar guisa identificando gli ideologi della devastazione del sistema sanitario che ha trasformato un malanno un po' più violento di un'influenza stagionale in una catastrofe umanitaria. E chiedendogliene conto.
Questo però, paradossalmente, rischia di essere niente di fronte al resto che verrà dopo, quando ci leccheremo le ferite e conteremo i danni.
Il dopo vede un'economia già malata, definitivamente in ginocchio. Governi che ci chiederanno sacrifici che noi non potremo sostenere. Rappresaglie per chi protesterà, anche grazie ai provvedimenti da stato di polizia silenziosamente approvati mentre eravamo occupati a dare la caccia al povero cristo che, colpito da claustrofobia, scendeva a farsi una passeggiata. E dunque il dopo vede il diritto che il potere si è arrogato, alzando il volume dell'emergenza, di cancellare con un colpo di spugna decenni di diritti, creando pericolosi precedenti in nome della difesa della salute pubblica.
Salute pubblica che, va da sè, ogni giorno è minacciata da emergenze molto più gravi.
Oggi ci spaventiamo per i 4000 morti *da complicanze di coronavirus* e non dunque da coronavirus diretto. Si legge sull'ISTAT che i morti per malattie legate al nostro stile di vita, infettivo e contagioso senza essere virale o batterico, sono almeno venti volte di più, oltre al fatto che esistono malattie infettive molto più pericolose. Ma a nessuno viene in mente che le conseguenze del fumo siano molto più pericolose, oltre ad esporre al rischio di fumo passivo anche chi è attorno ad un fumatore. Eppure quello stesso stato che vende veleno attraverso le sigarette, insegue il cittadino sino al proprio domicilio se questi ha commesso il grave torto di mettere il naso fuori casa, anche bardato come da modaiola ordinanza con mascherine spesso inutili. Quello stesso stato che, per bocca di uno dei suoi rappresentanti, invoca il lanciafiamme per chi festeggia la propria laurea, in condizioni normali rispolvera le norme di garanzia per il capozona che viene a chiederti il pizzo.
Ci blindiamo per paura del coronavirus ignorando il rischio che questa psicosi, che ha già portato alcuni sull'orlo di un esaurimento nervoso, esploda in suicidi, omicidi e violenze varie, dopo aver già espletato la sua fase più o meno benigna attraverso ridicoli flashmob, meme satirici, prima che l'adrenalina, pompate le nostre riserve intellettuali e morali, si esaurisse e prendesse il via l'inevitabile burnout.
La collerica caccia all'untore, con tanto di sputtanamenti audiovisivi, sta prendendo la mano a troppi. Non illudetevi che sia il genuino civismo di chi vuole combattere l'infezione. E' solo l'antico, atavico e narcisistico gusto di autonominarsi giudici e sentirsi parte di una perbenistica elite a cui viene conferito il potere di giudicare il prossimo. Nella caccia all'untore si materializzano le scene de i Promessi Sposi, attraverso la cui lettura si scovano passi di sconcertante attualità nonchè il cavallo di trojan di future rappresaglie, per nulla disinteressate, che possano costituire il pretesto casomai per sequestri di beni o di risparmi.
E infine, concentrata nei malvezzi di cui sopra, vedo quella stessa nauseante umanità che poi urla contro il cattivo di turno, di volta in volta disegnato e designato dal potere politico dominante.
Passo dopo passo, allarme dopo allarme, con una nuova scusa ogni giorno, ci tolgono diritti e ben presto, ci toglieranno anche la libertà di vivere.
Andando avanti così, moriremo tutti o di infarto o di cancro o perchè un congiunto ci spara. Rigorosamente a casa.
Qualche giorno fa pensavo alle psicosi di noi nati negli anni Ottanta e prima sull'AIDS. Che colpisce incurabilmente il sistema immunitario facendovi ammalare e morire di malattie normalmente innocue.
Ma esiste un AIDS molto peggiore rappresentato da coloro che stanno colpendo, a colpi di buonismo perbenista, a sciabolate di ricatti morali emergenzisti, l'unica difesa immunitaria che davvero conta e che vi salva non dal coronavirus ma da tutto il resto che è e resta, ma lo capirete quando questa bigionica sarà finita, molto più mortale. Lo spirito critico.
Tenetelo sempre alto. Una volta distrutto, proprio come con l'AIDS, crederete ad ogni balla raccontatavi e vi accadranno le cose più brutte. Vi ammalerete per una grana giudiziaria, perchè qualcuno vi ha infettato il pc, tablet e smartphone con un malware se casomai infastidirete il potere dominante con qualche critica - regalo di cui dovete ringraziare l'attuale maggioranza politica - o perchè siete accusati con chissà quali prove di aver diffuso il virus e vi verrà, con questo pretesto, tolto tutto a furor di popolo.
E dopo che vedrete omicidi, suicidi, atti di violenza, dopo aver visto arrivare l'esercito, capirete quello che oggi non capite o fingete di non capire.
E cioè che tra le cose orrende che potrebbero capitarvi e di cui questo panico diffuso ad arte è stato complice, artefice e svelatore, il coronavirus nella sua essenza è e sarà sempre quella meno grave.
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Franco Marino
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