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  • L'altruismo dei poeti
    Non basta un bosco a contenere i versi d'un poeta, né il firmamento...
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Franco Marino
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Sono cresciuto in un’era in cui dire certe cose significa guadagnarsi una scomunica morale. Dubitare dell’Olocausto, per esempio. E attenzione, non del fatto che che ci siano state delle persecuzioni, cosa di cui non ho alcun dubbio, non fosse altro perché anche un mio parente fu deportato ad...
Se uno, scrivendo un articolo, lo titolasse "Questo è un articolo intelligente, scritto da un autore intelligente" rimarrebbe profondamente deluso nello scoprire che probabilmente, dei suoi lettori, a considerarlo intelligente sarà il 20-30%. Non tanto perchè potrebbe effettivamente non esserlo...
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La domanda, per ora, non è attualità perchè sebbene il clima sia infuocato, nessuno ha ancora preso le armi. Nè tantomeno ci si può attendere l'esito di una partita senza che neanche sia stata fissata la data. Certamente, se mi chiedessero come finirebbe un'eventuale sfida tra il Napoli e il...
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Esistono due modi di approcciare le vicende umane. Quello dei Buoni e dei Cattivi è il più in voga e in fin dei conti la cosa ha una spiegazione: molti vengono convinti che i Buoni difendano i loro interessi e che i Cattivi vogliano avversarli. Naturalmente i Cattivi a loro volta sono convinti...
  1. Sono cresciuto in un’era in cui dire certe cose significa guadagnarsi una scomunica morale. Dubitare dell’Olocausto, per esempio. E attenzione, non del fatto che che ci siano state delle persecuzioni, cosa di cui non ho alcun dubbio, non fosse altro perché anche un mio parente fu deportato ad Auschwitz e perché tanti amici ebrei di cui ho stima e fiducia, mi hanno raccontato di persecuzioni subite dai loro familiari. Ma di una narrazione che ci obbliga a dire che gli ebrei uccisi fossero davvero sei milioni, cosa che non risulta dai censimenti. Che i perseguitati fossero tutti ebrei, cosa non vera, visto che quel mio parente ebreo non era. Che gli ebrei fossero tutti povere vittime innocenti e non ci fossero tra loro, oltre ad un’infinità di persone perbene ed incolpevoli, anche un sacco di farabutti tra i finanzieri senza scrupoli e gli spartachisti comunisti, che approfittarono della crisi in Germania per assalire il ceto medio tedesco. E che se dunque alcuni ebrei abbiano subito l’ingiustizia del nazismo, altri hanno subito, indipendentemente dalla propria ebraicità, la giustizia del nazismo. Chi provasse oggi a dire queste cose, verrebbe rapidamente esecrato ed emarginato da ogni circolo di benpensanti. Ed è un atteggiamento stupido e controproducente. Nessuno infatti potrebbe dubitare del sole, dal momento che quel gigantesco astro sta sorgendo proprio dinnanzi ai miei occhi mentre sto scrivendo questo articolo. Infatti il negazionismo del sole non esiste. Dunque nel momento in cui cui si obbliga una persona a credere in una verità, se ne certifica la debolezza.


    Così mi trovo nella situazione di dover fare outing. No, non sono diventato gay. Non aver mai avuto la minima pulsione omoerotica mi ha risparmiato l’angoscia che deve provare un omosessuale nel momento in cui sa che le circostanze lo costringono a dover rivelare qualcosa che inevitabilmente cambierà l’approccio delle persone nei suoi confronti, anche di quelle in teoria aperte mentalmente. Il mio coming out è sui vaccini. Questa mattina mi son svegliato e invece di dire “oh bella ciao” ho capito di essere diventato novax. Di non credere non soltanto ai vaccini anticovid ma anche al concetto di vaccino. E dal momento che aver obbligato le persone in massa a sottomettersi alla narrazione dei Testimoni di Geovax, ha prodotto negli eretici la medesima esecrazione un tempo rivolta a negazionisti e omosessuali, so benissimo che molti smetteranno di leggermi dopo questo articolo. Ma se sono amico di Platone, sono più amico della verità. Perlomeno di quello che io penso sia la verità. Perlomeno della verità su quel che davvero penso. Dovere morale che io mi devo assumere nei confronti chi mi legge da quasi vent’anni.


    Nel momento in cui cui mi permetteró di dire ciò, molti smetteranno di leggermi. Il direttore Fais subirà pressioni per farmi tacere. Ma la differenza fondamentale tra me e i testimoni di Geovax è che con me si può discutere. Perché io sono così sicuro della bontà e della validità delle cose che scrivo che non temo il confronto e non escludo di cambiare idea. Cosa che avverrà soltanto se le mie argomentazioni verranno smentite da controargomentazioni valide sul piano logico. Quelle che sostengono l’utilità e la necessità dei vaccini, di tutti i vaccini, non lo sono. “I numeri dicono che”, “Bisogna fidarsi della scienzah”, “non sei laureato in medicina dunque non puoi parlare”, “sei finanziato da una setta internazionale di novax” “È Putin che ti fa i bonifici da San Pietroburgo” (mentre il mio conto in banca è decisamente pericolante) non sono argomentazioni ma errori logici e intimidazioni. E se non credo in Dio, se non mi faccio intimidire da gente che mi minaccia di farmi bruciare tra le fiamme dell’inferno se non seguo i precetti divini, figuriamoci se sono disposto a credere in un prodotto di quella fallace umanità definita scienza che già in passato si è servita della presunzione di infallibilità della scienza per sterminare milioni di persone.

    Ciò che penso è che se quello che ci hanno raccontato in questi diciotto mesi è vero, non è solo inutile il vaccino anticovid. Sono inutili tutti i vaccini. Anche quelli che mettono d’accordo tutti, come quello contro la poliomielite. Malattia sopravvalutata, che solo nell’1% dei casi provoca le conseguenze che tutti conosciamo. Nei restanti casi si risolve senza conseguenze e nella stragrande maggioranza dei casi è addirittura asintomatica e una volta contratta si è immuni. Tradotto, non è stata sradicata grazie al vaccino ma grazie al fatto che si è consentito alla malattia di circolare, provocando così quell’immunità di gregge di cui tanto si parla. In più, sono convinto che i vaccini creino più danni di quelli da cui dicono di preservarci. E che forse contengono sostanze che fanno male all’organismo umano. Anche perché io non mi fido di una classe dirigente che prima dice che siamo troppi su questo pianeta e poi dice di volermi proteggere da un virus che guarda caso fa strage in stragrande maggioranza proprio presso quei vecchi messi in stato di accusa dall’INPS. Che grazie al covid risparmierà un bel po’ di soldi.


    È obiettabile quel che dico, certo. Ma quelli come me vengono convinti solo da ragionamenti validi sul piano logico. E la logica dice che se basta un solo non vaccinato per scatenare una variante, il concetto di vaccino è semplicemente inutile. A meno di non vaccinare miliardi di persone nello stesso giorno. Cosa che sarebbe comunque inutile, visto che se è possibile la trasmissione di un virus dagli animali (i coronavirus vengono da loro) è sufficiente che incontrino i vaccinati per mutare e scatenare altre varianti. Senza contare che i coronavirus sono milioni e non è che basti vaccinarsi contro questo ceppo e le sue varianti per dirsi al sicuro. Le mie considerazioni si prestano ad ogni obiezione. Purché rispetti i principali postulati della logica. Purché abbia rispetto delle mie argomentazioni e si limiti a contestarle senza tentare di intimidirmi con l’esibizione di titoli accademici, cosa di cui non mi interessa nulla. Sia perché grazie all’abolizione del principio di autorità di cui dobbiamo ringraziare Galileo, anche un garzone, se ne è capace, può dimostrare la validità di una tesi o il suo contrario. Sia perché se oggi molta gente non crede più nei vaccini, è proprio perché sono stati trasformati in qualcosa in cui si deve credere. Anche quando la logica sembra dare loro torto. Sia perché ogni religione nella storia ha prodotto i suoi eretici mentre la verità quando veramente tale, di eretici non ne produce nessuno. E la verità è che la narrazione sui vaccini non sta in piedi anzitutto sul piano logico. Dare la caccia a chi non è disposto a piegarsi ottiene solo il risultato di radunare la dissidenza in catacombe dalle quali, se riusciranno ad uscirne armi in pugno, chi ha contribuito a creare questo clima osceno ed infame avrà una sola speranza di cavarsela: scappando a gambe levate.

    Se sono diventato novax, la colpa è dei sacerdoti della scienza. Che è diventata Scientology. Infatti agisce nello stesso modo, manipolando la logica, premiando i fedeli e predisponendo scomuniche e ritorsioni nei confronti di chiunque non si adegui. E se non ho paura delle minacce di Dio, figuriamoci se mi fanno paura quelle di Bassetti. Posso però rassicurare che dopo questo outing non fonderó nessun Novax Pride. Sono abituato a prendermi troppo poco sul serio per pensare di convincere le persone sfilando per strada, specie se vestito in maniera improbabile.
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  2. Se uno, scrivendo un articolo, lo titolasse "Questo è un articolo intelligente, scritto da un autore intelligente" rimarrebbe profondamente deluso nello scoprire che probabilmente, dei suoi lettori, a considerarlo intelligente sarà il 20-30%. Non tanto perchè potrebbe effettivamente non esserlo ma perchè la gran parte dei suoi lettori avvertirà subito l'esigenza di spodestarlo dal piedistallo. Ma se quello stesso autore subito confessa premettendo "Sono un cretino", i lettori subito empatizzeranno con lui. "In fondo è uno di noi".
    E' con questo presupposto che inizio questo articolo con una confessione: è un articolo complottista. Nel senso che non ci troverete alcun fatto ma solo le sensazioni di un signore non intelligente. Così, con due professioni di modestia (sono cretino e sono complottista), dovrei avere più benevolenza dal lettore.
    Una scusante a mio favore c'è: Il Detonatore non è un giornale ma un aggregatore di blogger. Alcuni fissi e altri saltuari. E un blogger è autorizzato a rivolgersi ai suoi lettori come fossero amici - anche perchè in alcuni casi lo sono - e non come fruitori di un servizio.
    E quando ci si rivolge agli amici, si può anche confidare di avere delle sensazioni. Che non necessariamente sono sbagliate solo perchè manca la prova regina.

    Io ho la presunzione di aver capito qual è l'obiettivo dei testimoni di GeoVax. Cogliere nella pandemia un pretesto per etichettare un dissenso antecedente alla vicenda Covid. Ho la sensazione che se prima il regime non aveva un valido motivo per menare le mani nei confronti di persone che difendevano il loro diritti di essere italiani, di credere nei valori della famiglia, di opporsi a certi eccessi del progressismo, col Covid invece, lavorando ai fianchi il dissenso per costringerlo a schierarsi con i novax, si sia colta la palla al balzo per apporre un'etichetta infamante che possa legittimare future persecuzioni.
    Dio, patria e famiglia oggi sono associati agli untori, ai negatori del Covid, ai non renitenti alla leva vaccinale e io sinceramente ho la sensazione che la cosa non sia affatto casuale.
    L'anticomplottista crede che tutto avvenga per caso, il complottista invece crede che nulla avvenga per caso. Anticomplottismo e complottismo sono l'ideologizzazione metodologica di dibattiti che dovrebbero avere un unico obiettivo: la ricerca della verità. Ma mai come stavolta il sospetto complottistico mi divora. La sensazione che sia stato creato un virus violento a sufficienza per provocare un allarme ma non troppo per scatenare un forte dissenso. Perchè se questo virus fosse stato contagioso come il Covid ma incurabile come l'AIDS, state pur certi che non ci sarebbe alcun dissenso. Invece col Covid forse l'obiettivo era questo: radunare i tanti dissidenti in un recinto, mettere loro l'etichetta di no-vax e perseguitarli. E, già che ci si trova, sospendere un po' di diritti, cosa che *al potere non dispiace mai*.

    Quella di sopravvalutare l'intelligenza umana è forse il principale punto debole del complottismo.
    Per fortuna, a volte non esistono i complotti ma soltanto una gran massa di cretini ipocondriaci con pericolose pulsioni autoritarie.
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  3. La domanda, per ora, non è attualità perchè sebbene il clima sia infuocato, nessuno ha ancora preso le armi. Nè tantomeno ci si può attendere l'esito di una partita senza che neanche sia stata fissata la data. Certamente, se mi chiedessero come finirebbe un'eventuale sfida tra il Napoli e il Real Madrid, avrei poche ragioni di essere ottimista. E pur tuttavia, il bello delle partite di calcio è che l'esito non è mai scontato. Altrimenti non avrebbe neanche senso andare allo stadio. Nulla vieta però di fare i pronostici, su cui arricchiscono fior di allibratori più o meno legali. E un pronostico è quanto più accurato se tiene conto dei tanti particolari che potrebbero influenzare il risultato. Se è vero che la rosa del Real Madrid è più forte di quella del Napoli, è anche vero che se gli spagnoli perdono i titolari per infortunio, le quotazioni del Napoli salirebbero e insomma il pensierino per la vittoria non sarebbe così infondato.
    Purtroppo qui non parliamo di partite di calcio ma di qualcosa che rischierebbe, se avvenisse, di rovinare la vita di tutti coloro che ancora qualche anno vorrebbero camparlo. E pur tuttavia, la tentazione di osare un pronostico c'è. Se non altro per ricordare agli attuali pronosticatori che tronfiamente sono convinti che vincerà il fronte vaccinale, che non è il caso di vendere la pelle dell'orso prima di averlo ucciso.

    L'osservazione generale è che essendo coloro che si sono vaccinati in maggioranza, allora sarà facile sottomettere i renitenti alla leva vaccinale. Spiace ma questa è una sciocchezza.
    In primis, non tutti i vaccinati si sono fatti la puntura perchè davvero convinti di farlo. Per gran parte, molti hanno ceduto ad un ricatto. O per (illudersi di) recuperare una libertà perduta o perchè minacciati di farlo. Ma chi li ha costretti a vaccinarsi ha comunque aperto con loro un conto che non si chiuderà. Mai. I dubbi sui pesanti effetti collaterali dei vaccini dilagano, dagli USA e da Israele stanno arrivando una marea di marce indietro sul tema dell'obbligo vaccinale e se a questo si aggiunge che presto potrebbero arrivare delle varianti, si capisce perfettamente che le punture non finiranno qui. L'illusione che al battaglione dei vaccinati corrisponda un esercito di gente pronta a colpire i non vaccinati, è a mio avviso alquanto prematura. I non vaccinati, quelli che non vogliono cedere a questo ricatto, sono pronti almeno idealmente a prendere le armi e hanno smarrito completamente ogni inibizione. Personalmente, per quello che conta, se qualcuno si presentasse da me e dicesse "Andiamo a fare la resistenza" non avrei alcuna esitazione.
    E' sufficiente parlare con la dissidenza per rendersi conto che se i lobotomizzati del medicalmente corretto, tra minacce da parte di medici e infermieri di non curare i pazienti e continui insulti a chi non si uniforma, stanno diventando feroci, è altrettanto vero che la ferocia sta crescendo a dismisura anche dall'altra parte. Con una differenza. Dall'altra parte si ha ben poco da perdere e sempre meno inibizione nell'invocare processi di Norimberga a carico degli avversari. A tal proposito, alcuni rapporti dei servizi segreti hanno evidenziato negli ultimi mesi un aumento negli acquisti di armi illegali. Magari, non c'è alcuna correlazione come direbbe un virologo. Ma è così strano pensare che a comprare quelle armi siano quelli che si sentono minacciati dalle classi politiche?

    Insomma, in caso di guerra civile, l'esito sarebbe tutt'altro che scontato. I non vaccinati hanno a disposizione una cosa che i vaccinati non hanno avuto. Il coraggio di dire NO ad un regime. E non è un vantaggio da poco.
    Poi i vaccinati hanno sicuramente i loro punti di forza: il sostegno di un sistema che occupa militarmente ogni ganglo della società civile. Ma se bastasse ad un sistema essere dominanti sulle altre categorie, non avremmo assistito alle rivoluzioni che nella storia hanno cambiato regimi ben più robusti e strutturati di questo.
    Insomma, se i vaccinati credono di aver vinto, si sbagliano di grosso.
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  4. Esistono due modi di approcciare le vicende umane. Quello dei Buoni e dei Cattivi è il più in voga e in fin dei conti la cosa ha una spiegazione: molti vengono convinti che i Buoni difendano i loro interessi e che i Cattivi vogliano avversarli. Naturalmente i Cattivi a loro volta sono convinti di essere i Buoni e che i Buoni in realtà siano i cattivi, cosicchè il tutto si ribalta. Rimane lo sfondo di una guerra dove c'è chi si crede e si fa credere l'angelo vendicatore. E questo è il motivo per cui molti parteggiano per l'una e per l'altra parte, senza avere alcun interesse in campo. Come per esempio, per l'annosa vicenda del conflitto israelopalestinese.
    Il mio modo è quello di capire le cose indipendentemente dalle narrazioni. E il primo passo è quello di non avere pregiudizi nei confronti di nessuno, nè positivi nè negativi. In questo senso, si spiega il titolo "Capire i talebani". Che poi si potrebbe estendere a "capire gli islamisti" e in generale tutta quella parte di Medio Oriente che non mostra alcuna simpatia per l'Occidente.


    In tal senso, per me rimarrà illuminante l'intervista all'ayatollah Khomeini, realizzata dalla Fallaci. Nella quale, sia detto con molta onestà e non me ne vogliano i fan piuttosto permalosi di quella formidabile giornalista fiorentina, quest'ultima non ne esce benissimo. Se lo scopo di un'intervista è quello di moralizzare contro l'intervistato, un intervistatore può rimanersene tranquillamente a casa. Se invece lo scopo è di capire, bisogna mettersi al livello dell'intervistato. E tuttavia, sebbene la Fallaci non lo abbia fatto, quell'intervista rimane comunque altamente illuminante per capire non soltanto Khomeini, l'Iran e il suo tempo ma in generale anche quanto sta accadendo poco più distante, in Afghanistan.
    In tutta la rissa dialettica tra i due, è palese la diffidenza di quell'ayatollah per la cultura occidentale e l'ostinazione della Fallaci di difenderla. E se quella donna è e rimane una grandissima campionessa del suo campo, dall'altra parte, dal momento che stiamo parlando di quello che, indipendentemente dai punti i vista è stato un grandissimo leader politico, non si può pensare che ci si ritrovi di fronte ad un cretino. E che dunque la sua diffidenza per i valori occidentali fosse del tutto campata in aria.



    Una delle chiavi del discorso di Khomeini è "L'Islam è tutto". Il che significa che, se non si condivide questo principio, è molto più importante "tutto quello che non è Islam". Che estensivamente si potrebbe tradurre con "tutto quello che non è Dio". E al riguardo bisogna premettere che l'intero Occidente si fonda sui valori dell'illuminismo. Non che fossero mancati tentativi precedenti di spodestare Dio ma è solo nel "secolo dei lumi" che la cosa comincia a prendere una forma politica e sociale più evidente.
    L'uomo viene messo al centro della scena e Dio comincia a scomparire. Sul momento le scienze producono un aumento della durata media della vita, un miglioramento della salute dei cittadini e un abnorme aumento della popolazione.. Ma nel lungo termine, non aumentando le risorse, tutto ciò si traduce in violente carestie che provocano la morte della gran parte delle elite politiche del tempo e che getta le premesse per il caos novecentesco.
    Tutti i guai che stanno verificandosi, nascono dall'idealismo e dal romanticismo ottocentesco che è una risposta ai primi disagi provocati dall'illuminismo. Presi dall'esigenza di salmodiare il progresso in tutte le sue salse, non abbiamo mai realizzato quanto il pianeta sia a rischio. In nome di un progresso tecnologico, abbiamo assistito ad un profondo arretramento psicologico. L'Occidente appare sempre più simile ad un enorme Titanic pieno di luci e di musiche, che tuttavia sta andando dritto contro un iceberg. In nome di cosa? Di qualche anno in più di vita, per giunta non garantito - anche perchè il progresso, eradicando alcune malattie, ne ha portate altre - e soprattutto dello smarrimento del senso della vita. Perchè, piaccia o meno, Dio dà un senso alla vita. Un senso che, se imbevuti da una visione laico-materialistica, troviamo assurdo. Ma che è quello che in risposta ad un cardinale piangente al suo capezzale, fa dire a Giovanni XXIII nel momento del trapasso "Non devi piangere. E' un momento di gioia questo, di gloria!". Se morissi convinto di incontrare Dio, indipendentemente dal fatto che poi avvenga o no, non vi è dubbio che affronterei gli anni della vecchiaia con molta più serenità.
    Ma dal momento che io so che non è così, tutto per me appare molto grigio, fumoso, triste. E' facile, a quarant'anni e in salute tutto sommato ancora discreta, rassegnarsi all'idea che non esista niente dopo di noi. Ma come affrontare la cosa mentre si affronta coscientemente il decadimento fisico e, talvolta, cognitivo?


    Scristianizzandosi, l'Occidente non ha soltanto abbandonato un complesso di regole più o meno stringenti. Ha anche rigettato il senso della propria essenza, sprofondando in un profondissimo nichilismo sociale e culturale. Tutto sembra all'improvviso svuotato di interesse se, mettendo al centro l'uomo e spodestando Dio, ci rendiamo conto che l'uomo può essere fatto fuori da un'oligarchia di criminali. C'è da stupirsi dunque che in Afghanistan, in Iran, in Libano, quei capi spirituali e politici si ribellino a tutto questo?
    L'Islam potrà anche essere un delirio ma è un principio in nome del quale milioni di persone sarebbero disposte a mettere a ferro e fuoco interi paesi e dare la vita. In Occidente nessuno è in grado più di dare la vita non dico per la patria ma addirittura per salvare i propri figli e il proprio onore. Ci stiamo consegnando ad una dittatura che non ha alcun riguardo per l'individuo ma che mira unicamente a costruire un regime materialistico e meccanicistico, nel quale l'uomo è ridotto a puro servitore di una non meglio precisata collettività, in nome della quale occorre prostrarsi giornalmente, rinunciando a se stessi. In nome di cosa? Della libertà di andare al cinema a vedere pessimi film? Di andare a scuola a farsi indottrinare dal socialismo reale? Di mangiare cibo presso qualche catena multinazionale? Di andare a fare i polli da batteria presso qualche azienda pronta a cacciarci a pedate? A cosa serve vivere così? Non è molto più glorioso morire per difendere la propria libertà e quella dei propri figli invece di illudersi che in quella punturina, oltretutto propinate da una classe politica che, guarda caso, dice che siamo troppi in questo pianeta e dobbiamo ridurci, non ci siano schifezze?



    Indipendentemente da tutte le considerazioni meramente geopolitiche, la guerra tra Occidente e Medio Oriente non è che uno scontro tra due visioni del mondo opposte. Da una parte un benessere del tutto fittizio, basato sull'indebitamento e sullo sfruttamento intensivo di risorse. Una simile visione del mondo non può che spodestare Dio. Dall'altra, un mondo che non vuole abbracciare questo modello perchè consapevolissimo che i benefici sarebbero puramente illusori a fronte della morte di Dio.
    Di fatto, la scienza sembra assomigliare sempre di più a quel bambino troppo curioso che vuole capire da dove gli derivi tanto benessere per poi scoprire che il papà fa lo spacciatore. Col risultato di rovinarsi l'infanzia e l'adolescenza. Perchè sapere le cose e rimanere puri è un'impresa non alla portata di tutti. Io, che pure credo di essere forte di carattere, scoprendomi orfano di Dio, mi sento molto debole.
    Di contro Dio assomiglia sempre più a quel padre autoritario che vuole proteggere i suoi figli dalla scoperta di quanto sia orrendo un mondo meccanicistico, privato di ogni spiritualità. E di quanto per un mondo del genere, non valga la pena più di tanto crepare.

    Sono due visioni del mondo che non si incontreranno mai.
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